Balbo e Maiolino nel 1972

Giuseppe Balbo viveva sopra casa mia e spesso usava il magazzino dei fiori di mio padre Elio per lavori ingombranti, sculture, pale d’altare, tante cose. Era orgoglioso della sua padronanza di tantissime tecniche, ha fatto anche puntesecche, xilografie, monotipi, ma non si era mai misurato con le acqueforti.

Nel 1972 Enzo Maiolino gli mostrò la sua cartella di acqueforti “ la casa nera”, parlandogli delle tecniche e degli effetti inediti che poteva ottenere. Ci mise poco a convincerlo, come accenna nella sua recensione sull’Informatore Ligure in occasione della personale di Balbo all’Accademia e cominciò un periodo straordinario.

Balbo comprò un torchio calcografico, Maiolino portò gli acidi. Si creò una squadra straordinaria: Maiolino aveva una padronanza completa delle tecniche di incisione, gli effetti che davano, la concentrazione di acido ed il tempo di morsura che servivano, e poi le acquetinte, le carte, gli inchiostri. Balbo ascoltava, prendeva appunti, provavano. Il giorno dopo Balbo portava le lastre fatte e stampavano. Per tutta l’estate sono stati un’officina artistica eccezionale. Le stampe che Balbo ha prodotto tra il 1972 ed li 1973 sono un’inedito assoluto nella sua produzione.

Solo adesso mi rendo conto di aver vissuto un momento irripetibile , Il mio primo contatto diretto con l’arte, quella vera.

Marco Balbo

Pescatori – acquatinta allo zucchero

Carpentieri – acquatinta – prima prova

Falò – acquaforte – acquatinta – prova d’artista

Il vortice – acquaforte acquatinta – prima prova

La cascata – prima prova

Pescatore – vernice molle su foglia d’oro – prima prova

L’uva – acquaforte acquatinta – prova d’artista

1972 – tre pescatori – acquaforte

Il vitello d’oro – acquaforte – acquatinta allo zucchero

1973 – Il varo – prima prova

marzo 1972 – L’INFORMATORE LIGURE recensione di Maiolino della mostra di Balbo