Un secolo di marine a Bordighera

20 dicembre 7 gennaio 2024

CATALOGO OPERE

Friedrich von Kleudgen (Wurzburg 1846 – Bordighera 1924)

Di antica e nobile famiglia, studia all’Accademia di Dresda. Si stabilisce a Bordighera nel 1874, a Villa Banana, frequenta gli altri pittori e diventa una figura di filantropo per i pescatori ed i contadini del paese alto, lasciando un ricordo indelebile. La figlia Frida continua l’opera del padre, e diventa “la madrina dei pescatori”.

1 Von Kleudgen – pescatori d’altura – olio su tela 54×79

2 Von Kleudgen – pescatori acquerello 30×45

****************************************************

Pompeo Mariani (Monza 1857 -Bordighera 1927) Nasce in un ambiente familiare spiccatamente artistico: il padre si è diplomato all’accademia di Urbino, lo zio Mosè Bianchi e uno dei pittori più affermati dell’epoca.

Esordisce a Torino nel 1881, ed inizia una rapida e costante fortuna artistica, che lo vede partecipare alle più importanti manifestazioni artistiche in Italia e all’estero. Nel 1909 si stabilisce a Bordighera dove frequenta i pittori Nestel, Von Kleudgen, Piana e Minozzi. Diventa “il pittore dell’aristocrazia”, che ritrae ai tavoli del casinò, nei saloni delle feste, in luminose marine. Sue opere si trovano in importanti musei e collezioni in Italia e all’estero.

mariani – bordighera – olio su tavola 25×15

mariani – bordighera ‘918 – olio su tavola 21×30

mariani – barche – olio su tela 17×30

****************************************************

Giuseppe Ferdinando Piana (Ceriana 1864 – Bordighera 1956)

Notato a nove anni dal pittore francese Meissonier, ospite di Charles Garnier, viene incoraggiato a studiare e nell’82 viene ammesso all’Accademia Albertina di Torino. Partecipa a molte esposizioni in Italia e all’estero, nel 1905 la regina Margherita lo incarica di decorare villa Etelinda con pitture murali. Nel 1906 è uno dei quattordici invitati alla Mostra Nazionale di Milano, nel 1912 viene nominato socio onorario dell’accademia di Brera. Sue opere si trovano alla Galleria di Arte Moderna ed al Castello Sforzesco di Milano.

Piana – figure in spiaggia – 1900 – tempera 43×27

Piana – marina 1900 – olio su tavola 15×21

****************************************************

Alessandro Viazzi ( Alessandria 1872 – Genova 1956 )

Frequenta l’Accademia Albertina di Torino per poi perfezionarsi a Firenze, dove si dedica allo studio del nudo e della pittura toscana del 400. In seguito a Milano si avvicina alla pittura divisionista. Nel 1906 si stabilisce a Genova, dove si dedica a soggetti marinareschi e portuali.

Viazzi – temporale imminente – olio su tavola 39×55

****************************************************

Filiberto Minozzi (Verona 1877 – Milano 1936)

Studia all’Accademia di Brera a Milano, dove esordisce alla Triennale del 1900. Dal 1904 al 1909 soggiorna a Bordighera, dove frequenta Von Kleudgen, Piana, Mariani e Bicknell. Negli anni successivi espone a Parigi, Milano, Roma e Oslo. Nei suoi ultimi anni viaggia in Oriente, riportando molti bozzetti che sviluppa al suo ritorno a Milano. Sue opere sono presenti in importanti gallerie e collezioni private.

Minozzi – olio su tavola 18×25

****************************************************

Antonio Moretti ( Milano 1881 – Roma 1966)

Pittore autodidatta, ha le prime esperienze espositive presso la Famiglia Artistica di Milano, allestisce la sua prima personale nel 1929 presso la galleria Bardi, per trasferirsi a Sanremo dal 1937 al 1955, dipingendo paesaggi ed interni del Casinò, dove si ritrae con la moglie Letizia, ripercorrendo i temi cari a Mariani.

Moretti – scogli a Bordighera – olio su tavola 15×20

****************************************************

Jean Aymone – (Oglianico Canavese 1889 – Bordighera 1951)

Studia all’ Accademia di Monte Carlo, per poi stabilirsi dal 1915 a Bordighera, dove frequenta Piana Mariani e Balbo, con cui realizza nel 1947 le pitture murali per la chiesa di Bordighera Alta. Pittore apprezzato per la finezza dei particolari allestisce con successo di pubblico e critica mostre personali in varie città italiane.

Aymone – pescatori – olio su tavola 50×35

****************************************************

Roman Bilinski ( Leopoli 1897 – Bordighera 1981 )

ha una vita avventurosa, influenzata dai grandi sconvolgimenti del ‘900. A causa della Rivoluzione Russa Bilinski abbandona l’Europa orientale alla volta di Istanbul dove contribuisce alla vivace vita artistica della nuova Repubblica Turca. Nel 1945 raggiunge l’Italia al seguito degli Alleati, per stabilirsi definitivamente a Bordighera.

info istagram roman_bilinski – fb romanbilinski art

Bilinski – acquerello 1939 (Turchia) 35×45

Bilinski – in spiaggia – olio su tela 60×80

****************************************************

Fernando Pelosini (Buti 1901 – Bordighera 1982)

macchinista delle ferrovie, inizia a dipingere tardi, da autodidatta. Dopo la guerra diventa allievo e amico di Piana. Pittore prolifico predilige i paesaggi, i temi di caccia e quelli floreali.

Pelosini – marina – olio su tela 50×70

Pelosini – marina . olio su tela 60×80

****************************************************

Mario Cavalla (Torino 1902 – Bordighera 1962)

Fanciullo prodigio, oltre che olimpionico di sci, studia all’Albertina con il padre Giuseppe e con Andrea Marchisio, ottenendo numerosi premi. Nel ’24 viene a Bordighera dove conosce Balbo con cui nel ’30 intraprende un viaggio di formazione in Francia, dove ottengono ampi consensi di critica, per arrivare in Algeria, dove si separano. Nel ’38 si reca in Albania, dove esegue le decorazioni per il Palazzo Reale di Tirana. Dopo la guerra torna in Italia, a Sturla, e nel ’59 torna a Bordighera.

M. Cavalla – in spiaggia – olio su tavola 32×40

Cavalla – la spiaggia dei cavalli – olio su tavola 32×40

Cavalla “Cavalin” 1959 – marina olio su tela 70×100

****************************************************

Giuseppe Balbo (Bordighera 1902 – 1980)

Ha il primo incontro con l’arte grazie ai fratelli Pasquali, scultori, ma la sua formazione tecnica è dovuta ad Andrea Marchisio, di cui nel’27 diventa “allievo di atelier”.. Dal 1931 al 1946 vive in Africa, gli ultimi cinque anni come prigioniero di guerra in Kenia. Al suo ritorno a Bordighera ha un’intensa attività anche come maestro e promotore di eventi culturali. Notizie sulla sua vita e le opere su www.giuseppebalbo.it

Balbo – marina 1955 – acquarello 30×45

Balbo – marina a villa Garnier – 1966 olio su tela 65×100

****************************************************

Guglielmo Welters (Capri 1913 – Genova 2003) avviato alla pittura dal padre  Willelm, nel 1935 si trasferisce a Sanremo dove insegna pittura ed apre uno studio.

Welters – marina – olio su tela 50×70

Welters – marina – olio su tela 80×140

****************************************************

Lilio Domenico Pagnini (isola d’Elba 1921 – Bordighera 2010) Molto legato all’Accademia Riviera dei Fiori alla morte di Balbo ne diventa presidente. Lavora fino ai suoi ultimi anni nell’atelier aperto negli anni ’70 in via S. Marco a Bordighera.

Pagnini – mare mosso 1966 – olio su tela 80×60

Pagnini – mareggiata a Bordighera 1984 – olio su tela 50×60

****************************************************

Enzo Maiolino (S. Domenica Talao 1926, Bordighera 2016)

si trasferisce a Bordighera da bambino, e nel ’46 è uno dei primi allievi di Balbo. Nel ’48 ottiene da privatista il diploma di maturità artistica ed inizia una lunga carriera di insegnante. Collabora a molte iniziative editoriali come illustratore e autore di libri. Negli anni ’90 raggiunge il consenso internazionale approdando in Germania, dove sue opere sono presenti al Museo di Arte Concreta di Ingolstadt. Nel 2001 riceve il prestigioso Premio Mario Novaro, per cinquant’anni di grafica. Sue opere sono esposte al Museo Civico di Sanremo.

Maiolino – il porto di Sanremo 1951 – olio su tavola 40×50

****************************************************

Sergio “Ciacio” Biancheri nasce a Bordighera nel 1934. Studia pittura e scultura con Roman Bilinski e Giuseppe Balbo, è premiato alle Cinque Bettole del ’54 e del ’55. Nel 1960 viene insignito del Premio San Fedele di Milano per la giovane pittura italiana. Nel 2016 riceve il premio “Palmurelu d’oru” di Bordighera.

Sue opere sono esposte al Museo Civico di Sanremo.

Biancheri – marina 1976 – olio su tela 99×115

Biancheri – il mare come tessuto 1982- olio su tela 60×50

****************************************************

Bruno Muran nasce a Saint Diè (Francia) nel 1937, vive e lavora a Sanremo. Allievo di Balbo ha esposto in mostre collettive in Italia e Francia. Dal 1970 al 1980 ha frequentato l’Accademia di Monaco di Baviera, compiendo viaggi di studio in medio oriente ed Africa.

Muran – marina – acrilico su tavola 73×50

****************************************************

Enzo Consiglio inizia il suo percorso giovanissimo, per arrivare ad insegnare disegno e modellato all’Accademia Balbo, di cui è socio. Presente in collezioni private in Italia ed all’estero.

INFO: FB/ instagram: enzo consiglio pittore – whatsapp 3203276025 – consigliovincenzo35@gmail.com

Consiglio – scogli 2000 – olio su tela 80×120

Consiglio –marina – olio su tela 100×70

****************************************************

Sergio Siccardi nasce a Bordighera, dove vive e lavora, nel 1948. Allievo di Balbo all’Accademia Riviera dei Fiori, ha esposto sue opere in Italia e all’estero, ottenendo significativi riconoscimenti.

Siccardi – tramonto – pastello su carta 40×60

****************************************************

Pina Morlino nasce a Gravina di Puglia ma vive e lavora a Bordighera. Allieva di Balbo, nel ’93 diventa presidente dell’Accademia e rimane in carica fino al 2019. E’ presente in collezioni private ed al Museo Civico di Sanremo.

INFO: instagram: morlino.pina – FB Pina Morlino – pmorlino@hotmail.it

Morlino – sciabordio – 100×70 acrilico su tela

****************************************************

Alda Fagnano vive a Bordighera dove è nata. Dal1984 segue i corsi dell’Accademia Balbo, della quale è socia. Ha tenuto laboratori di disegno, pittura e modellato. Negli anni ha partecipato a mostre collettive, concorsi e manifestazioni.

INFO: instagram alda_fagnano – aldafagnano@gmail.com

Fagnano – marina – olio su tela 100×100

****************************************************

Pino Venditti nasce a Ventimiglia nel 1953, giunge all’arte per gradi, sperimentando tecniche diverse alla ricerca di una propria consapevolezza. dalla scultura in ardesia alla pittura passando per la ceramica e le tecniche miste. Fonda e dirige il Circolo culturale multimediale “Confine”, insegna al Forte dell’Annunziata e all’Accademia dei Fiori. Ha un’intensa attività espositiva in Italia ed all’estero .

Info www.pinovenditti.com pinovenditti@gmail.com fb – pino venditti/pino venditti arte

dav

Venditti – lontano – olio su tela 100×100

Venditti – notturno – olio su tavola 30×30

****************************************************

Cesare Fenech nasce a Ventimiglia nel 1955. Vive e opera a Bordighera.       Fin da bambino si accosta al mondo della pittura dimostrando di possedere il senso della composizione e del colore. Pittore figurativo predilige soggetti paesaggistici e marine. Ha esposto in numerose località ottenendo consenso di pubblico e di critica.

Info cesarefenech55@gmail.com fb – @fenech.art instagram @fenech_art

Fenech -spiaggia a Bordighera 2021 – olio su tela 120×200

****************************************************

Fulvio Battistotti nasce a Sanremo nel 1959. fin dalla gioventù manifesta interesse nel disegno con l’utilizzo dei colori, grazie al nonno paterno Pietro, “Petrin” fa la conoscenza del pittore Guglielmo Welters e ne frequenta l’atelier. Interessato al mare, ai suoi colori e movimenti, da autodidatta ne dipinge i vari aspetti, non disdegnando di cimentarsi in paesaggi campestri e nature morte.

Info: instagram petrin_art fb petrin art

Petrin – marina – olio su tela 50×70

Petrin – tramonto – olio su tela 50×70

****************************************************

Luzena è un’artista tedesca , Barbara Walder, da poco stabiltasi a Bordighera dove ha aperto il suo atelier, dopo aver esposto in tutta Europa. “quando l’interiorità è in sintonia con la natura esteriore, la passione si manifesta nel fuoco esterno, l’emozione incontra l’acqua.”

info www.luzena.art team. Luzena.arte@proton.me

Luzena – Utopia - informale su carta 2018 – 36×48

Luzena – nella profondità - informale su carta 2018 – 48×36

Luzena – il pescatore - informale su carta 2018 – 36×48

****************************************************

****************************************************

Rassegna stampa 1954

4 marzo 1954 Nuovo eco della Riviera

*************************

29 aprile 1954 – L’Italia

***********************

22 luglio 1954 – corriere della liguria

********************

*****************************

18 agosto 1954 – Avanti! – articolo di Guido Seborga

*******************

16 ottobre 1954 – l’Unità – articolo di Giancarlo Lora

***********************

****************************

1954 Guido Seborga alle Cinque Bettole

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Rassegna stampa 1953

19 febbraio 1953 Nuovo Eco della Riviera

***************************

2 marzo 1953

**********************

1 marzo 1953 la Nuova Stampa

*******************

17 marzo 1953 Corriere del Popolo

*************************

21 marzo 1953 Corriere d’informazione

******************

27 giugno 1953 Visto – articolo di Gino Magno

********************

20 agosto 1953 Nuovo Eco della Riviera – articolo di Lino Cardel

********************

26 novembre 1953 Nuovo Eco della Riviera

********************

9 novembre 1953 Il Piccolo – articolo di Walter Ludovici

********************

maggio 1953 The Pamphlet – rivista dell’associazione italo americana di Genova articolo di Cardel

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Rassegna 1952 – i pittori americani e le cinque bettole

1952 – 5 giugno – il Secolo XIX

*****************

1952 – 28 maggio – il Corriere del Popolo.

********************

1952 – 22 maggio ,7 giugno – The Daily American

***********************

**************************

1952 – 15 giugno – Nuovo Eco della Riviera.

**********************

1952 – 11 settembre – Corriere del Popolo – articolo di Giorgio Sguerso.

*****************

1952 – Corriere della Sera – articolo di Anselmo Bucci.

*********************

1952 Balbo, Natale Agnese e Cocteau al Palazzo del Parco

Peggy Guggenheim

Il museo Guggenheim di Venezia celebra quest’anno il quarantesimo anniversario della scomparsa della sua fondatrice, Peggy Guggenheim, con una mostra omaggio che racconta i trent’anni, dal ’49 al ’79, della sua avventura veneziana. Parte della sua collezione fu esposta a Bordighera alla II Mostra Internazionale di Pittura Americana, come ricorda nella sua autobiografia :

Nel 1953 Walter Shaw e Jean Guerin, due miei vecchi amici che vivevano a Bordighera, mi chiesero in prestito dei quadri perchè volevano organizzare un’esposizione di pittori americani che sarebbe stata patrocinata dal Comune, e perciò piuttosto ufficiale. Cocteau scrisse l’introduzione al catalogo ed io accettai di prestare i quadri e andai a Bordighera con Laurence Vail… Il pranzo che Walter e Jean offrirono in onore nostre e di Cocteau fu molto divertente… Con mia grande sorpresa scoprii che eravamo tutti e tre ospiti della città di Bordighera e ci furono offerte tre splendide stanze in un albergo”.

Nella sala dedicata alla collezione della mecenate americana furono esposte opere di importanti artisti americani, tra cui Jackson Pollock, Robert Motherwell, Mark Rothko. Sono rappresentati anche altri esponenti, meno noti, dell’espressionismo astratto che con Pollock hanno formato il gruppo degli”Irascibili” della Scuola di New York. La mostra , dal 1 al 31 marzo, ha richiamato più di 22.000 visitatori e tra questi note personalità della politica, dell’arte e della cultura in genere.

Jackson Pollock – Croacking movement olio su tela 112×137 cm
Mark Rothko – Sacrifice acquarello guazzo e china su carta 66×100 cm
Robert Motherwell – Personage (autoportrait) tecnica mista 66×104 cm

Alcune opere di pittori americani vennero acquistate dalla città di Bordighera, come nucleo di una costituenda galleria di arte contemporanea, purtroppo non ancora realizzata.

Oltre al grande successo di pubblico le mostre di pittura americana furono fonte di grande ispirazione per gli (allora) giovani artisti della zona, come Enzo Maiolino, Sergio Biancheri, Joffre Truzzi, Sergio Gagliolo, Mario Raimondo, per ricordarne alcuni, che poi a loro volta formarono le nuove generazioni, che poi a loro volta . . . .

Approfondimenti sul sito www.giuseppebalbo.it

I fiori di Balbo

I fiori sono stati uno dei soggetti preferiti di Balbo, dalla giovinezza alla vecchiaia, come se gli dessero conforto con i loro colori e le loro forme; sempre ritratti dal vero, non importa che fossero tre fiori di campo in un bicchiere o un opulento mazzo di rose, e sempre messi in posa con una cura quasi rituale, qualunque fosse poi l’approccio creativo, stilizzati con pochi tratti ad acquerello, o in pastelli minuziosi, più raramente ad olio, ma sempre pervasi dalla sua identità artistica.

In occasione della manifestazione “Ciaraffi in fiore” a Bordighera Alta ci tengo ad esporre una piccola scelta di opere alla galleria Via Dritta 22, da sabato 1 giugno a domenica 9, aperta durante la manifestazione e dalle 17 alle 20 nei giorni seguenti.

Ringrazio Claudia Roggero per la sua gentilezza ed il suo impegno.

Marco Balbo

omaggio a Enzo Maiolino

maiolino

Sabato 11 Novembre 2017, alle ore 17, nella sede dell’UDC-ANPI-Cittadinanzattiva di via Al Mercato n. 8 di Bordighera, si inaugura la mostra di ‘Serigrafie’ del pittore Enzo Maiolino, a un anno dalla sua morte.  In suo ricordo voglio riportare una sua acuta analisi della pittura di Balbo, scritta nel marzo del 1972.

L’INFORMATORE LIGURE

Personale del Pittore G. Balbo

alla Galleria dell’Accademia

Quest’anno Giuseppe Balbo festeggia il suo settantesimo compleanno. Un traguardo particolarmente importante nella vita di questo pittore il quale, con un cinquantennio di pittura alle spalle, lo raggiunge con spirito giovanile, con la passione e l’entusiasmo di sempre. Nessun segno di stanchezza nella sua più recente produzione. Al contrario nel pieno e consapevole possesso dei suoi eccezionali mezzi espressivi, il pittore appare sempre più teso verso realizzazioni di pura, meditata pittura.

Tuttavia non mancano le crisi e i dubbi. Ma sono proprio questi aspetti che ci avvicinano maggiormente al pittore e ce lo rendono più caro. Come quando, ad esempio, ci sorprende con questa straordinaria confessione: – A volte penso che bisognerebbe ricominciare tutto daccapo! –

La personale che Balbo ha allestito dal 4 al 19 marzo nella Galleria della “sua” Accademia di Bordighera, in occasione del suo settantennio, vuole essere soprattutto una specie di “omaggio” agli allievi attuali. Un modo cioè, di rispondere alle loro curiosità per il lavoro del Maestro, sottoponendo una serie di esempi ad integrazione dell’insegnamento impartito con l’impegno e la generosità che tutti sanno. Rispetto alle due vaste rassegne precedenti dell’opera di Balbo (quella di Torino del 1966 e la successiva al Palazzo del Parco di Bordighera del 1967), l’attuale personale presenta un vantaggio: l’ambiente più intimo che accoglie la mostra, e il minor numero di opere (scelte però con evidente rigore), permettono un accostamento più cordiale all’opera del pittore.

L’”eclettismo” di Balbo, più appariscente nelle due precedenti mostre, appare in questa più contenuto e un attento esame delle opere esposte ci permette una più serena riflessione sulla sia opera. La quale, a nostro avviso, presenta due aspetti fondamentali : il primo riguardante il diretto contatto del pittore con alcuni aspetti della realtà circostante; il secondo, l’estrinsecazione del suo mondo fantastico nel quale confluiscono spesso suggestioni letterarie e una sincera componente “surrealista”.

“L’uliveto” del ’70, la “Casa fra gli ulivi”, “Scogli con villa Garnier”, “Aringhe” del ’67, “Nespole” “Papaveri”, sono forse le opere più significative nelle quali l’emozione del pittore di fronte al dato naturale e la conseguente trasposizione pittorica raggiungono un perfetto equilibrio. In esse rigore compositivo, finezza di tono e freschezza di esecuzione, si impongono all’attenzione dell’attento visitatore.

Il secondo aspetto cui prima si alludeva, quello del mondo fantastico del pittore, è documentato in questa mostra da alcune opere nelle quali il lato descritto ( o “il racconto” come oggi si preferisce dire) prevale, a volte, su quello pittorico. S’impongono tuttavia due eccezioni particolarmente significative: “Uomini e scogli” del ?69 (forse un’opera chiave per entrare nel mondo fantastico di Balbo) e “La casta Susanna” del ’71. In entrambe il dato letterario è coraggiosamente superato dall’originale interpretazione dei temi e dalla raffinata elaborazione pittorica.

Circondato dai suoi allievi, vecchi e nuovi, che ancora una volta hanno festeggiato il maestro in occasione della inaugurazione di questa mostra, l’operoso Balbo continua il suo lavoro, riprendendo incessantemente i temi che gli sono cari, ogni volta “ricominciando daccapo”. Augurandogli altri lunghi anni di sereno lavoro, sentiamo che ci riserverà ancora delle sorprese. (il suo recente entusiasmo per alcune tecniche calcografiche mai prima sperimentate, ci fa ben sperare in tal senso).

ENZO MAIOLINO

uomini e scogli 1969 – olio cm 130×80

uomini e scogli 69

la casta susanna 1971 – olio cm 100×60

1971 la casta susanna - 100 x 60

con la collaborazione di Maiolino, pochi mesi dopo Balbo darà vita a una bella serie di acqueforti, che vi mostrerò nel prossimo articolo.

in occasione di Bordi Art ho voluto presentare opere poco note…

BAlbo_locandina1 (1)

giuseppe balbo, pur essendo naturalmente portato alla ricerca di nuove forme espressive, nei primi anni 70 ha una svolta creativa realizzando una serie di opere in cui l’influenza della pop art è evidente nelle forme, semplici, nette, ma con una coniugazione estetica assolutamente personale, il segno puro assume un’importanza che travalica il contenuto. Sembrano opere fatte di getto, ma, come sempre, nascono da schizzi sui suoi taccuini, li chiamava “sempre in tasca”, e da una attenta ricerca del tipo di carta, dei colori e dei solventi usati: acquerelli spesso stesi con bianco d’uovo o graffiti di steatite, oppure colori ad olio su carte particolari. Tutto questo non per mero virtuosismo, ma con l’urgenza di ricercare un segno nuovo, quasi primitivo, che traduca la spinta innovativa di quegli anni in un mondo pittorico molto personale.

Nella scelta delle opere ho preferito concentrare l’attenzione su quelle più immediate, meno articolate, molte mai esposte finora, e soprattutto mai insieme.

Per soddisfare la curiosità che spero di aver alimentato vi segnalo il sito

www.giuseppebalbo.it